Erasmus nel Regno Unito dopo la Brexit: cosa succederà?

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Erasmus nel Regno Unito dopo la Brexit: cosa succederà?

La Brexit, ovvero l’uscita del Regno Unito dall’Unione Europea, è imminente: salvo improbabili cambiamenti di rotta, infatti, il 29 marzo 2019 il processo di uscita, durato due anni, terminerà con o senza accordo. È una situazione che preoccupa i mercati, i burocrati, gli italiani che vivono nel Regno Unito e i tantissimi giovani universitari che vorrebbero studiare presso un college o un’università britannica col programma Erasmus Plus.

La Brexit è in effetti un evento di grande importanza storica, poiché per la prima volta dalla sua fondazione un Paese abbandona l’Unione Europea, e politica, poiché il Regno Unito riveste un ruolo strategico per l’UE all’interno dell’ONU, ma è proprio sulla vita dei cittadini che questo avvenimento andrà a pesare, nel bene o nel male. Molti italiani che vivono nel Regno Unito da anni attendono con ansia gli sviluppi delle trattative, anche se il governo britannico assicura che non ci sarà alcun rastrellamento e che dopo la Brexit nessun europeo sarà trattato come un immigrato irregolare, ma le incertezze sono ancora molte, e ci sono preoccupazioni anche per quanto riguarda il programma Erasmus Plus: continuerà? Terminerà? In che modo? Cerchiamo di capire qual è la situazione attuale dalle dichiarazioni dei membri dell’attuale governo britannico in carica.

Gli studenti inglesi in Erasmus e la situazione del Galles

Secondo BBC News, la premier britannica Theresa May ha avuto parole positive per il programma Erasmus, sottolineando come la possibilità di studiare negli atenei di tutta Europa abbia portato moltissimi benefici agli studenti universitari britannici e come il Regno Unito sia una scelta sempre popolare per gli studenti provenienti dall’estero.

Infatti, proprio circa un anno fa, Hywel Jones, uno dei fondatori del programma Erasmus, sottolineava un particolare aumento degli studenti in partenza dagli atenei gallesi, arrivando a quasi tremila tra studenti e insegnanti in mobilità solo nel 2016, e il numero di richieste è in crescita. Tuttavia, il solo modo per continuare questo trend positivo per il Galles, è quello di continuare a usufruire dei finanziamenti messi a disposizione dall’Unione Europe, che in questo modo consente di assegnare un numero maggiore di borse di studio.

La Brexit, dunque, potrebbe rappresentare un muro difficile da valicare per gli studenti gallesi.

L’attuale posizione del governo

Stando alle discussioni pre-negoziati dei mesi scorsi, il Regno Unito continuerà a versare la sua parte di contributi all’Unione Europea almeno fino al 2020, ovvero fino alla fine del piano economico e sarà coinvolto nei progetti dell’UE, senza tuttavia poter esprimere un proprio voto.

La buona notizia per gli studenti è che stando così le cose, il progetto Erasmus Plus coinvolgerà il Regno Unito anche dopo la Brexit, almeno fino al 2020. Fino ad allora sarà quindi possibile studiare per un periodo tra i tre e i dodici mesi in un’università o un college britannico. La cattiva, tuttavia, è che per quanto riguarda il periodo successivo al 2020 l’incertezza è pressoché totale.

Il futuro

Ora che i negoziati sono entrati nel vivo, è probabile che prossimamente sapremo qualcosa in più riguardo le intenzioni del Regno Unito di proseguire o meno il programma Erasmus Plus, che al momento include cinque Paesi non membri dell’Unione Europea (Norvegia, Macedonia, Liechtenstein, Islanda e Turchia). In caso venissero perfezionati accordi bilaterali, ipotesi più che plausibile, il Regno Unito potrebbe entrare a far parte di questa lista, assicurando la mobilità a studenti e docenti europei anche per il prossimo programma Erasmus Plus.

2018-11-02T16:42:04+00:00novembre 6th, 2018|Studio|0 Comments

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